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Imprese

Rifare il marchio: quando ha senso e quando no

Segnali che indicano la necessità di un intervento sull’identità visiva.

20 Febbraio 2025 · 1 min di lettura

Cambiare marchio è un'operazione che costa in denaro e in riconoscibilità accumulata. Va fatta per motivi precisi.

Quando ha senso

Cambio di attività o di mercato, fusione, passaggio generazionale, materiali non più riproducibili correttamente sui canali digitali.

Quando non ha senso

Stanchezza interna. Il marchio che sembra vecchio a chi lo vede ogni giorno è spesso quello che i clienti riconoscono senza leggere il nome.

L’alternativa

Molte volte basta un lavoro sul sistema intorno al marchio: colori, caratteri, impaginazione dei materiali, fotografia, regole d'uso scritte. Costa meno, dà un risultato visibile in poche settimane e non azzera la riconoscibilità costruita negli anni.

Cosa comporta davvero il cambio

Un marchio nuovo va applicato a insegne, mezzi, packaging, documenti, firme email, profili social, materiale commerciale e sito. Chi pianifica solo il disegno e non la sostituzione si trova per mesi con due identità in circolazione, che è il risultato peggiore possibile. La stima del progetto va fatta su questo elenco, non sul solo logo.