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Normativa

Accessibilità dei siti della PA: cosa deve fare davvero un comune

Obblighi, dichiarazione di accessibilità e interventi che incidono di più sui portali istituzionali.

12 Settembre 2026 · 3 min di lettura

L'accessibilità digitale non è una voce da spuntare a fine progetto. È un requisito che riguarda la struttura delle pagine, il modo in cui vengono scritti i contenuti e le procedure con cui la redazione pubblica ogni giorno documenti e avvisi.

Cosa chiede la normativa

Le amministrazioni devono garantire che i propri siti e le proprie applicazioni siano utilizzabili da chiunque, comprese le persone che navigano con screen reader, con tastiera o con ingrandimento. Il riferimento tecnico sono le linee guida WCAG nel livello richiesto dalla normativa nazionale, e ogni ente pubblica annualmente la propria dichiarazione di accessibilità.

Dove si concentrano i problemi reali

Nella nostra esperienza sui portali comunali, la maggior parte delle non conformità non nasce dal tema grafico ma dai contenuti caricati dopo la messa online: PDF scansionati senza testo selezionabile, tabelle usate per impaginare, link con etichette generiche come «clicca qui», immagini senza testo alternativo, moduli con campi privi di etichetta associata.

Interventi che danno il risultato migliore

Tre azioni coprono buona parte delle segnalazioni: sostituire i documenti scansionati con file generati digitalmente o accompagnati da una versione in HTML, rivedere la struttura dei titoli nelle pagine più visitate, formare la redazione sulle regole di scrittura dei link e delle descrizioni delle immagini. Sono interventi a basso costo che incidono più di una revisione estetica.

La dichiarazione di accessibilità

Ogni anno l'amministrazione pubblica la propria dichiarazione, che non è un adempimento formale: richiede di aver svolto una verifica reale e di indicare i contenuti non conformi, con i tempi previsti per sistemarli. Una dichiarazione che afferma la piena conformità su un portale pieno di PDF scansionati è più rischiosa di una che elenca onestamente le eccezioni e il piano di rientro, perché chiunque può verificarla.

Il meccanismo di feedback

La normativa prevede che il cittadino possa segnalare un problema di accessibilità e ricevere risposta entro trenta giorni. Quel canale va presidiato da una persona identificata, non da una casella generica: le segnalazioni sono poche ma spesso indicano ostacoli concreti su servizi molto usati, e una risposta tardiva può portare alla segnalazione all'Agenzia competente.

Le procedure online

L'attenzione si concentra quasi sempre sul sito, mentre i problemi maggiori stanno nei servizi: moduli con campi non etichettati, errori di compilazione segnalati solo con il colore rosso, sessioni che scadono senza avviso, caricamento di allegati impossibile da completare con la sola tastiera. Sono passaggi che, se non funzionano, escludono la persona dal servizio, non solo dalla lettura di una pagina.

Come lo affrontiamo nei progetti

Nei rifacimenti dei portali istituzionali inseriamo la verifica di accessibilità nella fase di collaudo, non alla fine, e la ripetiamo sui servizi digitali dopo ogni rilascio rilevante. Il pannello di redazione blocca alcune situazioni ricorrenti, per esempio il caricamento di un'immagine senza testo alternativo o l'uso di titoli fuori gerarchia, e la formazione al personale fa parte della consegna. L'accessibilità si mantiene solo se chi pubblica ogni giorno sa cosa evitare.